13 ott 2016

Joji

English version here  

Joji Locatelli è una designer argentina che crea capi estremamente interessanti.

Poichè ogni volta che ho provato ad entrare nel suo gruppo ravelry ho avuto la sensazione di essermi avventurata nel terminal dell'aeroporto di Roma dopo che era andato a fuoco l'intero edificio (un supplizio che non auguro a nessuno) e della designer neanche l'ombra, non posso esprimere un mio parere sulla persona. Cosa che di per sè non è nè un bene nè un male.

Giudichiamo i suoi pattern e basta (ma vi ricordate il mio post sulle knitter di cuore? Ecco, a me questo atteggiamento disamora parecchio. Infatti non lavoro i suoi pattern con gran piacere)

Le linee sono interessanti, i pattern spiegati bene, anche se io li ho trovati un pò faticosi da seguire. A differenza di altre designer, con Joji non ti puoi permettere di abbassare troppo la guardia.

Ho fatto il Japan Sleeves con una lana di Valentina Snailyarn fenomenale, un misto bfl/seta lucido e morbido. Un piacere da lavorare.

non la foto migliore ma cosa speri di ottenere
se ti ricordi sempre di notte?
Il lavoro è interessante, prima si lavorano le due bande a pizzo e poi si riprende uno dei lati  dei due inserti (si avviano delle maglie al centro) e si dà forma al corpo e alle maniche grazie ai ferri accorciati.

Ecco, qui due annotazioni:
1. io odio il W&T avvolgi e gira. Per quanto ci provi, secondo me rimane sempre troppo visibile il punto di "svolta". Preferisco di gran lunga i ferri accorciati alla tedesca. Qui ho voluto seguire il pattern e non ne sono soddisfatta. Ok, annotato
2. il lavoro qui è lunghissimo, non solo devi portare il filo dietro al lavoro perchè essendo a righe  E a ferri accorciati, capita a volte di dover portare il filo dietro al lavoro senza lavorarlo, ma ad un certo punto ogni ferro è di circa 300 maglie. E' vero che una volta finito non hai le maniche da fare ma... ad un certo punto diventa realmente alienante, tra le millemila maglie e le righe.

E sai che alla fine ti toccherà anche cucire insieme i due pezzi...  ebbene sì... cucire.

A quel punto continui in tondo e anche lì... non finisce mai.

Insomma: il risultato finale è splendido ma la strada per raggiungerlo irta di insidie. Quello è un maglione che non ripeterei neanche sotto tortura. Bello ma sta bene così com'è.

Il secondo invece nettamente meglio, è il lemongrass. Fatto con una lana di sostanza, un donegal tweed arrivato dritto dritto dall'Irlanda, regalo di Natale di mai sorella. Questo è un patter semplice e gradevole.

Ho seguito pedissequamente le istruzioni... e ho fatto male. Lei mette sulla "costa" del raglan un lavoro operato che con la sua lana rende, con la mia, grossa e tweed, assolutamente no. Un sacco di lavoro per nulla... E' bene considerare quindi con che lana si sta lavorando questo maglione.

In ogni caso è stato un lavoro veloce e divertente. Peccato che sia molto pesante e qui di scarso utilizzo... in più devo smontare il collo: troppo corto per  piegarsi bene, e cmq troppo caldo.
Questo forse potrei anche rifarlo, con una lana anche grossetta (è un aran) ma con una caduta più morbida.


English

Joji Locatelli is a knitwear designer from Argentina that creates very interesting garments. 

Everytime I've tried to join her ravelry group I had the feeling of entering Rome's airport terminal after the fire that destroyed it (an experience I wouldn't wish to my worse enemy) and the designer was nowhere to see.  So I cannot say what I think of her as a person just because I've never read a word from her apart from some advertising.

This isn't a good or bad thing per se buuut... you remember the post about the knitter from the heart? Well, I don't like knitting her patterns very much, even if I aknowledge that they're wonderful. 

Interesting shapes, detailed instructions but slightly complicated... unlike other designers, here you can't let you guard down.

I've knitted Japan Sleeves with a fabulous Snailyarn, a mix bfl/silk that's squishy and soft. A real pleasure to knit with.


not the best pic but that's what you get
 when you remember taking pics always at ngiht
The construction is interesting, first you knit the two lace panelsthan you pick up stitches along one side of both of them and shape sleeves + back with short rows. 

Here two notes:
1. I hate W&T . I've tried a lot but the turning is always a  bit too evident for my taste. I very much prefer german short-rows but this time I followed instructions and I'm not quite satisfied with the results
2. knitting here is looooooooooooooooong and booooooooooooooooooooring and streeeeeeeeeeessing.
You have to knit stripes, carry the yarn along the back of the work and knit roughly 300 sts every row (with short rows thrown in). 
It's true that once finished you don't have to knit sleeves but... YOU HAVE TO SEW THEM. Yes... exactly... sew... all along  the bottom part of the sleeves. 

The final result is awesome but the path leading to it scattered with pain.
No way I'll reknit it


The second one is much better: Lemongrass.
I knitted it with a aran yarn that came, with all its greenish splendour,  directly from the green Ireland. It's a Donegal tweed gifted to me by my sister. 

This pattern is much easier and nice to knit. 

I slavishly followed instruction and I shouldn't have. The raglan "ridge" is nicely patterned but with my yarn it only resulted in a bumpy edge: nice on her sweater, ugly on mine.

In any case, the knitting was fast and rewarding. Pity that's extremely warm and not easily wearable here in Rome... and I intend to frog the neck and reknit without the turtleneck... it came out too short and even so it's too much for our weather.

This sweater I could duplicate, perhaps with a lighter and drapey yarn. 

18 mag 2016

Knitter di testa o di cuore

Vi siete mai poste questa domanda?                                

Siete knitter di testa o di cuore?

Forse è meglio che spieghi cosa intendo IO con questa definizione.

Guardando oggi un post su un gruppo Ravelry dove la designer Melanie Berg si è scusata per non aver potuto accettare nel test tutte le persone che si erano proposte e ha promesso uno sconto a quelle che erano rimaste fuori, mi sono detta "ma che carina! Ora farò con ancora più piacere un pattern scritto da lei "

Ed infatti mi sono resa conto che lavoro con molto più piacere schemi di designer che mi sono anche simpatiche di persona.

Isabell Kraemer è una persona deliziosa, Melanie Berg e Suvi Simola mi sembrano su quell'onda (Anche se ho cominciato a frequentarla solo ora) . Anche Ela Torrente è presente e gentile (e finalmente un'italiana).

Ce ne sono un paio che trovo oggettivamente bravissime, scrivono schemi bellissimi ed originali che mi piacciono tanto ma... sono antipatiche. Scostanti, con la "puzza sotto il naso". Loro sono troppo su per controllare e partecipare ai loro gruppi ravelry.
Ecco, di queste due gli schemi li lavoro perchè onestamente sono belli, ma senza un grandissimo piacere, non con il calore che provo quando faccio qualcosa di quelle persone che trovo carine.

Una poi, mi sta proprio odiosa... ecco, anche se i modelli mi piacciono, neanche li prendo, perchè anche solo vedere il suo nome per me è l'equivalente delle unghie sulla lavagna.

Quindi io mi ritengo una knitter di cuore, una che non pensa solo allo schema in sè (che sarebbe la knitter di mente: lo vedo, mi piace, lo faccio) ma ci vede di più.

Non dico che sia una cosa giusta, eh. Se uno è bravo, è bravo. Tanto devi indossare il maglione ideato da lei, mica prenderci un caffè... però non ci posso far nulla... io sono così.