27 giu 2012

Mercato delle Gaite

Reduci da Bevagna, Umbria.
Ogni anno in questo periodo (che tristemente è in genere il week end di giugno più caldo in assoluto) si tiene il Mercato delle Gaite.
La città, che già di suo è stupenda, si trasforma, torna indietro di un bel pò di secoli.
In realtà noi andiamo a Bevagna a vedere l'aspetto più "turistico" ma dietro al mercato delle Gaite c'è un intero anno di studi ed approfondimenti.




filatrici di seta
Perchè il mercato è una vera e propria gara.
Ogni Gaita (la contrada senese, per intenderci. A Bevagna sono 4)  lavora tutto l'anno per ricostruire nel modo più fedele possibile i mestieri medievali. Uno è fisso (cartaria, cereria, setificio e dipintore), gli altri variano a seconda degli anni. Quest'anno per esempio c'era lo zecchiere che ho trovato molto interessante.
Ci sono dei giudici che poi valutano l'accuratezza delle ricostruzioni ed alla fine c'è una grande premiazione, che noi non riusciamo mai a vedere causa nano molto minorenne.

Però è stupendo, ti immergi per un pò in quest'atmosfera così medievale... anche le taverne propongono cibi rigorosamente medievali.


STUPENDO




Poi Massimo era la settimo cielo: siamo andati in camper (che adora), era pieno di animali, c'erano i giocolieri... cosa può volere di più un bimbo?

19 giu 2012

Scialli

Nel mio tentativo di approcciare nuove "tecniche" mi sono detta... come si fa uno scialle? Leggevo su Ravelry di bloccaggi e affini e mi è venuta curiosità.

Ecco, io con il bloccaggio ho un conto aperto, sono pessima. Non aiuta anche il fatto che non ho la possibilità di appuntare con spilli lo scialle. Tra cani e bambino nel giro di 5 minuti dovrei già correre del dottore.

A questo si aggiunge il fatto che
A. con gli scialli triangolari è tutto un "è uno scialletto da vecchietta, ti invecchia, MI invecchia (molla l'osso, quello scialle è mio) " che francamente, alla lunga è noioso, soprattutto perchè tu magari sei soddisfatta e ammiri il lavoro che hai fatto, un lace che ti ha fatto un pò penare visto che non ci sei abituata, e loro non sanno far altro che drappeggiarlo sulle spalle, incurvarle in modo da sembrare la versione vecchia e depressa della befana e poi uscirsene con questa perla di saggezza.

B. Gli scialli sono infidi. O inizi con poche maglie e ti ringalluzzisci tutta perchè è un lavoro veloce, salvo poi aumentare in modo drammatico. Quando hai i ferri da fare a rovescio e stai sulle 350 maglie non ti passa più.
Oppure ci sono quelle versioni che cominciano subito con la parte dolorosa... ecco.... monta su un ferri 350 maglie.... probabilmente  Omero quando ha scritto l'Odissea aveva in mente il montaggio delle maglie sul ferro di uno scialle del genere.

Senza contare l'effetto che fa uno scialle sulle persone che ti sono accanto. Se fino ad un secondo prima ognuno era impegnato nelle sue cosine e non ti si filava di pezza... nel momento in cui prendi i ferri in mano e inizi a contare per non perdere il filo tutti hanno un bisogno compulsivo di venire a parlarti... e pretendono anche le risposte.

Per il momento sono riuscita a superare (più o meno) indenne due scialli. ora mi fermo per un pò perchè voglio disintossicarmi... e finire il gilet in pura lana d'istrice di Stefano. Il futuro però SICURAMENTE mi riserva ancora degli scialli... fosse anche solo perchè ho una Aade long lavender che me lo chiede in ginocchio.

Il primo è stato fatto con un filato che mia madre si era comprata e mi aveva chiesto di impiegare. Quando ha visto il mio ha detto "perchè tu hai quello bello morbido e io no?"...

mammina, perchè io mi sono scelta un filato bello morbido e non un misto lino/nylon solo perchè sulla targhetta c'era scritto fendi. Eh, devo lavorarci un pò su questa cosa.

La qualità delle foto è quel che è visto che sono fatte con il cellulare.


Holden shawlette
particolare


Questo invece è stato fatto con il Bamboo soft della Rowan. Un filato morbido morbido e tutto lucido... non la cosa più facile da maneggiare perchè non è molto ritorto e si apre in continuazione... in più non reggono quasi neanche i nodi, indispensabili con il bamboo (IMO).

Io sono molto soddisfatta, anche se è venuto più piccolo di quello che mi aspettavo e non sono stata capace di bloccarlo come dovevo.



particolare







28 mag 2012

I Conti Vampiro

Tra le mie passioni c'è anche la pittura di miniature.

I risultati sono altalenanti e sicuramente non "professional" ma secondo me sono decorose. Queste sono alcune miniature del mio esercito di Conti vampiro.

Eccolo, il capo dei capo, il signor vampiro per eccellenza Vlad Von Carstein. Mi è venuto un pò abbronzato... visto che me ne è arrivato un altro in finecast penso che il prossimo lo farò sul pallido.
Non dimenticherò mai gli smadonnamenti mentre cercavo di fare gli occhi di Vlad... prima di rendermi conto che ha gli occhi chiusi.
Aaaah... il metallo.


E  Sempre in tema di metallo... questo Lord Vampiro che mi piaceva tanto? Il viso è un blocco di metallo, i lineamenti indistinguibili... Certo che ho una sfortuna con i modelli  in metallo io. Questa è una miniature per me stupenda, con quell'ala che domina ... bella bella. Che peccato.

E qui l'altro "Capo", Mannfred von Carstein, in arcione. Che bella miniatura e quant'è sfiziosa da fare. Questa mi ha dato proprio soddisfazione.

 Ed ecco qui la truppaglia: banshee, e ... ombre?
Per finire un'unità di scheletri... lasciata nella bacheca come si può vedere. Certo ci ho messo una quaresima a farla... calcolando il costo ridicolo degli scheletri, quando riuscirò a comporre un esercito degno di questo nome a questo ritmo?
Notate, per favore, la finezza del musico: il suonatore è l'unico scheletro senza testa... e suonerebbe un corno.
Ah ah... battute da fiatista.



27 mag 2012

Fuso!

Non è un commento poco benevolo su qualcuno... è il mio ultimo acquisto!

Ieri sono andata a ritirare finalmente all'ufficio postale (perchè i corrieri passano sempre due minuti dopo che sono uscita di casa e tre prima che rientri...) il mio fuso che arrivava dritto dritto da Riga.
Bellissimo, non vedo l'ora di riuscire a padroneggiarlo un pò.
Al momento il filo è mooolto molto irregolare, però è divertentissimo filare. Sto studiando un pò di tutorial su Youtube per capire come fare  e mi chiedevo... perchè spesso vedi in questi tutorial anglosassoni ragazze giovani  e moderne che filano con il fuso mentre da noi in Italia sembra che maglia e artigianato in genere siano  regno esclusivo degli "sfigati" (e se non lo sei ci vieni immediatamente  classificato).
Perchè vuoi mettere stare così, seduto a fissare il vuoto ed a sperare che passi qualche talent scout e mi faccia diventare una velina? QUELLO è figo.

Ho solo due parole: Che tristezza!

16 mag 2012

I mucciomaglioni

Massimo viene chiamato ogni tanto Muccio (da MassiMUCCIO), anche se lui non da segno di gradire in modo particolare questo diminutivi... e vabbè.

Comunque, dato che ricamare lenzuoli mi era un pò venuto a noia e non mi fidavo a gironzolare con aghi e forbici vicino al nano, ho rispolverato la mia superpassione sempre sopita perchè mia madre la odia ed ha fatto di tutto per farmi passare la voglia: la maglia.
Questa volta, complice un'amica e internet con le sue quasi infinite possibilità mi sono potuta lanciare in modo "serio" in questa impresa.

Ed ecco che la prima cosa che mi è venuta voglia di fare sono dei maglioncini per Massimo... non fosse altro perchè sono veloci da fare ^__^

Il primo:

fatto con la Merinos special della Mondial, regalo di mamma. 
Modello preso da Susanna solobimbi e rielaborato perchè ho litigato con la chiusura della maglia tubolare e il collo non entrava nella dolce capoccetta del nano.

Massimo non ne ha voluto sapere di indossarla... solo quest'anno, complice il freddo un pò più  pronunciato e la "forza di persuasione" della mamma ci siamo riusciti. A lui sta d'incanto però è oggettivamente un maglione molto pesante. Non mi hanno parlato benissimo della lana, io la trovo un pò duretta.
particolare del lavoro davanti, con questo mèlange chi lo vede è bravo!



Il secondo:

Fatto sempre con una lana gentilmente fornita da mia madre che le compra, le schifa e me le rifila (ma questa almeno era scelta apposta per Massimo ed è adatta).
Ha un intreccio a rombi sul davanti ed è sempre, ovviamente di linea classica.
Questa lana è eccezionale. Il marito, in uno dei momenti di furia puliziesca ha schiaffato tutto in lavatrice, 40° CON centrifuga e poi l'ha steso con le mollette... per poco non l'ammazzo.
Ma lui ne è uscito sorprendentemente intatto... certo, questo può lasciar pensare su quando è "naturale" questa lana ma... vabbè...





Il terzo:

Gilet time! Per i bambini non c'è niente di più pratico e versatile di un gilet: li tiene coperti sul busto ma lascia le braccia libere... li mantiene quindi caldi dove devono ma allo stesso tempo permette che si rinfreschino, visto che i bambini cono moooooolto più calorosi di noi in genere.

Questo è un modello generico, preso dal libro di Anne Budd "The Knitter's Handy book of patterns" (una serie di schemi generici con tabelle pitagoriche per  adattarli alla misura ed alla tensione del filato), in cui ho inserito un nodo tipo celtico... oserei dire Aran ma non vorrei esser cazziata.  
Massimo mostra come sta il gilet addosso... 
particolare dell'intreccio
  

Il quarto:

Per questo maglione ho usato quello che rimaneva della lana del secondo maglione e una lana della filatura di Crosa morbidissima che era stata usata per una copertina di Massimo... la parte sotto morbida e spumosa, quella sopra più compatta. A me piace molto... a Massimo pure... a mia madre no -__-.

Il quinto:

Qui manca l'ultima fatica, un maglioncino in cotone a righe bianche e blu fatto appositamente per la vacanza in Bretagna che faremo quest'estate.
In Bretagna vanno moltissimo le righe... un maglione con le righe ce l'abbiamo tutti... e Massimo?
Così gliel'ho fatto.
E per fortuna l'ha apprezzato!
Ora, appena reperisco una macchina fotografica che non mi faccia le foto sfocate o scure lo inserisco!

19 apr 2012

Sono in piena indagine di mercato!

Gira e rigira, sono finita per andare a comprare un aran tweed irlandese. Ad onor delle poste irlandesi sono velocissimi, tre giorni neanche e già stringevo in mano i miei gomitoloni... ah, che gioia!  Bellissimi. Ho montato subito il mio gomitolatore e arcolaio e voilà! Sono un pò mosci ma spettacolari. A breve le foto...
mi sono già innamorata di questa lana, sia per la consistenza che per i colori.

06 apr 2012

Il nido


Dicono che tutte le donne, quando sono in attesa, hanno la smania di mettere a posto casa e prepararla per la new entry... io non avevo molta voglia di faticare, in realtà ho dormito la maggior parte del tempo...

Però di ricamare sì, avevo tempo e voglia e allora, armata di pancione e di madre trascinata al seguito, sono andata in un grande negozio di stoffe che c'è qui vicino ed ho comprato un sacco di cotone per lenzuoli...

Decalcabili, cotone, fili colorati e... via!

Ecco quello che Massimo ha usato per i primi 2 anni e mezzo di vita e che ora ingombra i miei armadi (ma che io non butterò neanche dietro minaccia di morte, nonostante il marito sia della corrente "non si usa, si butta")

Questo era un lenzuolo "personalizzato". Essendo noi proprietari di due bassotte a pelo duro e mia madre di altri tre, possiamo esser definiti a buon titolo dei bassottisti... e quindi mia sorella ha disegnato un bordo con i bassotti... che io ho provveduto a bucherellare (ah, allora quelle interminabili ore alla allora materna in cui si bucherellavano i contorni dei disegni non erano solo per gioco... era sfruttamento del lavoro minorile!) e tamponare con lo spolvero, una polvere blu che dovrebbe venir via con il lavaggio... un lavoraccio.
E' ricamato a punto erba e punto pieno.
Alla fine ho scelto delle nuance sul verdino chiaro... talmente chiaro che a volte neanche si vede -___-.
Accidenti.
Ah, prometto che riproverò a fare quella foto, perchè così è talmente sfocata che non si vede nulla (ma io ho decisamente litigato con le macchinette digitali... aggeggi infernali)


Questo invece è un lenzuolo sempre a tema canino.  in cui mi sono sbizzarrita con le tecniche: punto erba e punto pieno ovviamente, poi punto raso, palestrina, nodini ed un altro paio che ora non ricordo.
Ogni cuore e ossicino era fatto o in colore o in un punto diverso.
la federa


il centro del lunzuolo

Questo è un lenzuolo per viaggiare nel mondo dei sogni. Era di buon auspicio ed in effetti funzionava. Questo schema mi ha sempre messo un sacco di allegria e sono molto soddisfatta della riuscita.