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11 ott 2017

il vortice risucchiatutto chiamato Test

Le TESTER, questo universo complicato...

DISCLAIMER: se qualche mia amica tester leggerò il mex, finirà sicuramente per offendersi... non lo fate, per favore. Prendete le cose con ironia ed autocritica. Siamo tutte tester e prima o poi ci siamo cadute tutte in uno di questi stereotipi. Prendiamolo come un 'occasione per farci due risate.

Tempo fa sul gruppo ravelry di Isabell chiesero chi aveva piacere ad essere inserito nella lista di tester di Isabell. Visto che a me piacciono tanto i suoi pattern mi sono detta, perchè no?

E mi sono iscritta.
Ecco... la vita del tester è una vita particolare.

I pro sono che:
1. ti costringe volente o nolente a finire le cose in breve tempo. Questo porta ad un consumo dello stash (evviva) più sostenuto che se fossi lasciata a me stessa e aumenta il numero di maglioni e scialli fatti per me. Sto passando alla fase in cui di maglie compro solo quelle sottilissime che non farei neanche sotto tortura.
2. se sei un'impicciona, vedi in anteprima dei pattern che probabilmente avresti fatto comunque
3. non paghi detto pattern. Non vai fallito se lo compri, ma cmq è una piccola soddisfazione in più.
4. puoi scegliere se vuoi farlo o no. Questo ti permette di avere una certa libertà d'azione. Anche se i sensi di colpa quando dici di no ad un test ti rodono il fegato :-D

I contro sono che
1. l'ansia della scadenza ti consuma durante tutto il lavoro
2. se per caso c'è un errore nel pattern e non sei tu quella che lo nota, c'è la forte possibilità che tu venga messa al corrente quando quella parte l'hai già finita... il che non è bello. Proprio per niente
3. spesso i test sono segreti. Questo ti costringe ad un silenzio stampa che si riflette sulla tua "immagine pubblica".... ok, detto così è una cavolata ma è leggermente irritante sentirsi dire che non fai nulla quando sei in pieno punto 1... per non parlare del punto 1 che è diretta conseguenza del punto 2 (cioè sei in piena ansia perchè hai sbagliato mezzo maglione, devi disfare e rifare e hai una scadenza).
4. ti senti in dovere di accettare anche se in quel momento hai 200 richieste o impegni ma il detto punto1  continua a far capolino all'orizzonte e quindi SAI che se non accetti potrebbero dire che non vale la pena riscriverti (e in fin dei conti a te piace partecipare ai test) .ma al tempo stesso DEVI fare anche altro e potresti non finire in tempo.
5. come diretta conseguenza del punto 4 c'è il punto 5, cioè l'ansia che ti viene quando vieni a sapere che in effetti hanno fatto altri test e non te l'hanno comunicato e comnici a chiederti se è solo una cosa statistica o se in fondo hai deluso le aspettative.

Detto così uno si chiede perchè continuo a fare test...

...

Volete uan risposta? Mica ce l'ho, IO, una risposta.  Una che non sia passibile di censura, almeno. 

Quando l'avrò ci scriverò un post. Così almeno scrivo qualcosa.


Poi ci sono i vari personaggi "tester":

1. I Professional
sono le macchine da guerra.  
Quelle che prendono un pattern, hanno già la lana pronta, lavorano senza perdere un colpo e in massimo due settimane finiscono maglioni XXL che calzano alla perfezione. In due giorni postano tutta una serie di foto splendide e rincarano (senza alcuna malizia, perchè loro sono veramente sopra a noi) che il pattern era così bello che stanno pensando di farne un altro... mentre tu stai sbattendo la fronte contro uno spigolo particolarmente appuntito perchè sei in pieno punto 1 derivato da 2 (che era magari un errore presente solo nella tua infima e odiosa taglia M) o stai affogando perchè hai avuto l'ideona di accettare due test (il secondo è per una fascia per capelli, che sarà mai? ERRORE) contemporaneamente.

2. le Fomentate
sono quelle che sono onorate di essere tester e vogliono che tutti lo sappiano.
Se parli con loro, troveranno il modo per farti presente che al momento hanno uno o più test supersegreti di cui non possono assolutamente parlare ma di cui ti dicono tutto.
Al bar: 
"vuoi un cappuccino o un caffè?"
"mah, secondo te quale si intona meglio con la lana che sto usando per il cappello supersegreto di XXX (mettete qui il nome che preferite) di cui non posso dirti nulla ma che è bellissimo perchè ha le treccine in due colori e le perline dentro per farti il massaggio alla fronte?"
La tester fomentata si ammala letteralmente se poi la designer non mette le sue foto sulla pagina progetto. E' proprio un affronto. Ovvio che chiunque ha piacere a veder apprezzato un prodotto ma per la fomentata è un affare di Stato,.

3. Le Normali
Queste sono le noiose. Hanno già la lana oppure la ordinano e arriva in tempi giusti lavorano senza problemi, postano le foto e finiscono nei tempi normali. Mandano le foto dopo un tempo ragionevole e hanno fatto. Sono la stragrande maggioranza, per fortuna, sennò sai che casino. Però... sai anche che noia... 

4. Le Miracolose
Sono quelle che hanno sempre qualche imprevisto ma che poi, guarda caso, si risolve tutto. Non arriva la lana, il cane gli mastica i ferri, vengono colpite da una congiuntivite fulminante che le rende cieche per due settimane... però poi finiscono tutto cmq entro lo scadere del termine. Grrrr

5. Le Casinare
Secondo me queste vengono messe nei test come le quote disabili nelle aziende. Perchè ci devono essere per legge (quale non lo so, ma dev'essere per forza così) oppure semplicementre perchè fanno pena. C'è sempre qualcosa che non va, la lana che non arriva (ma poi non recuperano miracolosamente) o finisce o sbagliano o fanno foto orribili e incomprensibili dei lavori finiti o semplicemente non riescono a star dietro a tutto e finiscono per cannare il termine. 

6. Le Creative
Questo è l'ultimo gruppo, un altro di quelli che ti chiedi perchè viene incluso nei test. 
Sono quelle che vogliono partecipare al test... ma con un'altra cosa.
"Oh, che bello questo maglioncino corto con manica raglan a righe... io però vorrei farlo con la manica a giro, un punto operato senza righe, lungo e a CARDIGAN".
Fondamentalmente vuole fare un altro maglione.  O sono fortemente miopi o... vabbè, proseguiamo

7. I Fantasmi
Queste tester arrivano, prendono il pattern ed alla fine (più o meno in tempo) postano i parametri finali (quanto filo hanno usato, le foto del prodotto finito).
Se c'è un errore lo fanno notare con un messaggio. Stop.
Quando si dice l'essenzialità.

Come dicevo nel disclaimer, prima o poi ci siamo passati tutte attraverso almeno una di queste fasi perchè se fai test sai che ogni volta è un'avventura. 

Cmq per quanto convulso e particolare sia essere una tester, i test sono come le ciliegie... uno tira l'altro.

Quindi continui a controllare la mail e accettare test... perchè proprio non se ne può fare a meno.

13 ott 2016

Joji

English version here  

Joji Locatelli è una designer argentina che crea capi estremamente interessanti.

Poichè ogni volta che ho provato ad entrare nel suo gruppo ravelry ho avuto la sensazione di essermi avventurata nel terminal dell'aeroporto di Roma dopo che era andato a fuoco l'intero edificio (un supplizio che non auguro a nessuno) e della designer neanche l'ombra, non posso esprimere un mio parere sulla persona. Cosa che di per sè non è nè un bene nè un male.

Giudichiamo i suoi pattern e basta (ma vi ricordate il mio post sulle knitter di cuore? Ecco, a me questo atteggiamento disamora parecchio. Infatti non lavoro i suoi pattern con gran piacere)

Le linee sono interessanti, i pattern spiegati bene, anche se io li ho trovati un pò faticosi da seguire. A differenza di altre designer, con Joji non ti puoi permettere di abbassare troppo la guardia.

Ho fatto il Japan Sleeves con una lana di Valentina Snailyarn fenomenale, un misto bfl/seta lucido e morbido. Un piacere da lavorare.

non la foto migliore ma cosa speri di ottenere
se ti ricordi sempre di notte?
Il lavoro è interessante, prima si lavorano le due bande a pizzo e poi si riprende uno dei lati  dei due inserti (si avviano delle maglie al centro) e si dà forma al corpo e alle maniche grazie ai ferri accorciati.

Ecco, qui due annotazioni:
1. io odio il W&T avvolgi e gira. Per quanto ci provi, secondo me rimane sempre troppo visibile il punto di "svolta". Preferisco di gran lunga i ferri accorciati alla tedesca. Qui ho voluto seguire il pattern e non ne sono soddisfatta. Ok, annotato
2. il lavoro qui è lunghissimo, non solo devi portare il filo dietro al lavoro perchè essendo a righe  E a ferri accorciati, capita a volte di dover portare il filo dietro al lavoro senza lavorarlo, ma ad un certo punto ogni ferro è di circa 300 maglie. E' vero che una volta finito non hai le maniche da fare ma... ad un certo punto diventa realmente alienante, tra le millemila maglie e le righe.

E sai che alla fine ti toccherà anche cucire insieme i due pezzi...  ebbene sì... cucire.

A quel punto continui in tondo e anche lì... non finisce mai.

Insomma: il risultato finale è splendido ma la strada per raggiungerlo irta di insidie. Quello è un maglione che non ripeterei neanche sotto tortura. Bello ma sta bene così com'è.

Il secondo invece nettamente meglio, è il lemongrass. Fatto con una lana di sostanza, un donegal tweed arrivato dritto dritto dall'Irlanda, regalo di Natale di mai sorella. Questo è un patter semplice e gradevole.

Ho seguito pedissequamente le istruzioni... e ho fatto male. Lei mette sulla "costa" del raglan un lavoro operato che con la sua lana rende, con la mia, grossa e tweed, assolutamente no. Un sacco di lavoro per nulla... E' bene considerare quindi con che lana si sta lavorando questo maglione.

In ogni caso è stato un lavoro veloce e divertente. Peccato che sia molto pesante e qui di scarso utilizzo... in più devo smontare il collo: troppo corto per  piegarsi bene, e cmq troppo caldo.
Questo forse potrei anche rifarlo, con una lana anche grossetta (è un aran) ma con una caduta più morbida.


English

Joji Locatelli is a knitwear designer from Argentina that creates very interesting garments. 

Everytime I've tried to join her ravelry group I had the feeling of entering Rome's airport terminal after the fire that destroyed it (an experience I wouldn't wish to my worse enemy) and the designer was nowhere to see.  So I cannot say what I think of her as a person just because I've never read a word from her apart from some advertising.

This isn't a good or bad thing per se buuut... you remember the post about the knitter from the heart? Well, I don't like knitting her patterns very much, even if I aknowledge that they're wonderful. 

Interesting shapes, detailed instructions but slightly complicated... unlike other designers, here you can't let you guard down.

I've knitted Japan Sleeves with a fabulous Snailyarn, a mix bfl/silk that's squishy and soft. A real pleasure to knit with.


not the best pic but that's what you get
 when you remember taking pics always at ngiht
The construction is interesting, first you knit the two lace panelsthan you pick up stitches along one side of both of them and shape sleeves + back with short rows. 

Here two notes:
1. I hate W&T . I've tried a lot but the turning is always a  bit too evident for my taste. I very much prefer german short-rows but this time I followed instructions and I'm not quite satisfied with the results
2. knitting here is looooooooooooooooong and booooooooooooooooooooring and streeeeeeeeeeessing.
You have to knit stripes, carry the yarn along the back of the work and knit roughly 300 sts every row (with short rows thrown in). 
It's true that once finished you don't have to knit sleeves but... YOU HAVE TO SEW THEM. Yes... exactly... sew... all along  the bottom part of the sleeves. 

The final result is awesome but the path leading to it scattered with pain.
No way I'll reknit it


The second one is much better: Lemongrass.
I knitted it with a aran yarn that came, with all its greenish splendour,  directly from the green Ireland. It's a Donegal tweed gifted to me by my sister. 

This pattern is much easier and nice to knit. 

I slavishly followed instruction and I shouldn't have. The raglan "ridge" is nicely patterned but with my yarn it only resulted in a bumpy edge: nice on her sweater, ugly on mine.

In any case, the knitting was fast and rewarding. Pity that's extremely warm and not easily wearable here in Rome... and I intend to frog the neck and reknit without the turtleneck... it came out too short and even so it's too much for our weather.

This sweater I could duplicate, perhaps with a lighter and drapey yarn. 

18 mag 2016

Knitter di testa o di cuore

Vi siete mai poste questa domanda?                                

Siete knitter di testa o di cuore?

Forse è meglio che spieghi cosa intendo IO con questa definizione.

Guardando oggi un post su un gruppo Ravelry dove la designer Melanie Berg si è scusata per non aver potuto accettare nel test tutte le persone che si erano proposte e ha promesso uno sconto a quelle che erano rimaste fuori, mi sono detta "ma che carina! Ora farò con ancora più piacere un pattern scritto da lei "

Ed infatti mi sono resa conto che lavoro con molto più piacere schemi di designer che mi sono anche simpatiche di persona.

Isabell Kraemer è una persona deliziosa, Melanie Berg e Suvi Simola mi sembrano su quell'onda (Anche se ho cominciato a frequentarla solo ora) . Anche Ela Torrente è presente e gentile (e finalmente un'italiana).

Ce ne sono un paio che trovo oggettivamente bravissime, scrivono schemi bellissimi ed originali che mi piacciono tanto ma... sono antipatiche. Scostanti, con la "puzza sotto il naso". Loro sono troppo su per controllare e partecipare ai loro gruppi ravelry.
Ecco, di queste due gli schemi li lavoro perchè onestamente sono belli, ma senza un grandissimo piacere, non con il calore che provo quando faccio qualcosa di quelle persone che trovo carine.

Una poi, mi sta proprio odiosa... ecco, anche se i modelli mi piacciono, neanche li prendo, perchè anche solo vedere il suo nome per me è l'equivalente delle unghie sulla lavagna.

Quindi io mi ritengo una knitter di cuore, una che non pensa solo allo schema in sè (che sarebbe la knitter di mente: lo vedo, mi piace, lo faccio) ma ci vede di più.

Non dico che sia una cosa giusta, eh. Se uno è bravo, è bravo. Tanto devi indossare il maglione ideato da lei, mica prenderci un caffè... però non ci posso far nulla... io sono così.


Knitter from the heart or the mind

Have you ever asked yourself such a question?                        
     
Are you a knitter fromt the heart or the mind?

I think it's better if I explain what I really mean with this definition.

Looking at a post in Melanie Berg's ravelry group where she excused herself for not having the possibility of choosing for a test everyone who applied and promising a discount code for those left out, I thought "what a nice person! Now I'll knit something made by her with even more pleasure"

And so I realized that I enjoy knitting much more if I knit something created by someone who I like IRL.

Isabell Kraemer is and exceedingly nice person, Melanie Berg looks like one of this kind, too (even if I've begun only now following her). Also Suvi Simola and fortunately also an italian designer, Ela Torrente, are usually quite nice and present in their groups.


There are a couple of designers who are objectively very good, their patterns are awesome and very well written, I like them a lot buuuuut.... they are really unpleasant.
Too "high" to partecipate in an active way to the life or their groups, they snob us "mere" human..
These two, I knit their designs becasue they are really awesome but... with lack of enjoyment and surely no pride in showing the FO..


Then there's one I really find hateful... I don't even look at her patterns, and they are quite nice.
Even her name has the effect of nails along a blackboard.

So I consider myself a knitter with the heart (and not from the mind: i see a pattern, I like it, i knit it), someone who doesn't think only at the pattern per se but seeks something more, a connection.

I don't mean to say tha's the right thing, eh. If someone is talented, than it's so. If you like a pattern from someone, you'll only knit it, there's no need to go out and take a coffee together but... that how I feel.

6 apr 2016

La knitter 2.0


Te ne stai lì, seduto a lavorare a maglia, e ti senti fichissima.                      
Eh sì, perchè tu non sei la classica vecchia sferruzzatrice tipica italiana, che sforna sciarpe, cappelli cuciti sul lato e maglioni informi con filati dalla composizione e colore improbabile.

No, tu sei la knitter 2.0.  

La scelta dell'inglese non è casuale, fa molto più figo e moderno che

- maglista, che poi sono anche quelle che lavorano con macchine industriali
- lavoratrice a maglia, che fa tanto piccola mondina
- sferruzzatrice, che riuscirebbe a declassare qualsiasi cosa.

No, tu sei quella che conosce tecniche particolari, che usa i circolari (possibilmente quelli avanzati con fili con nessuna memoria di forma e materiali nobili come il bambù trattato o il legno) e i ferri a doppia punta per lavorare capi top-down, sei quella che i pattern (o schemi) li legge e li segue.
Sei quella che usa filati puri, con mescole incredibili come lana, seta e ramie oppure addirittura filati tinti a mano, fatti arrivare amorevolmente da un pò tutto il mondo.

Sei lì a lavorare tutta soddisfatta di ciò che stai facendo (magari uno scialle in "pizzo" o un maglione top-down (che in Italia è un qualcosa quasi più esotico e inconcepibile di un canguro che attende il verde al passaggio pedonale) sentendoti veramente trendy e moderna e poi arriva la signora (non obbligatoriamente anziana, ma spesso sì) che con il tono che in genere si usa con i bambini deficienti ti dice
- oh, che stai facendo? Una sciarpetta? Ah, anch'io le facevo, però poi mi sono annoiata (e te credo, dico io,  con quella roba informe e squallida, meno male che hai smesso. Hai fatto un favore alal società)
Con variante in
- Anch'io avrei potuto lavorare ma proprio non mi piace (e che me lo dici a fare? Sei in cerca del tuo vaiaquelpaese quotidiano?)
oppure
-Cosa stai facendo per il bambino? (perchè devi partire dal concetto che se lavoro a maglia è per un bambino? Non c'è niente di meno soddisfacente del lavorare per i bambini, soprattutto maschi, che hanno sempre caldo, sono sempre stazzonati e crescono alla velocità della luce)

E torni bruscamente alla realtà rendendoti conto che sei in Italia.

Ok, in genere riesco a contenermi... a volte la risposta acida ci scappa.
Il più delle volte ringrazi il mondo per aver inventato le cuffie e lo smartphone che ti permette di far finta di non sentire...

E in un momento particolarmente estraniante cominci a sognare l'impossibile: che qualcuno ti si avvicini e dica "uh, che bel maglione top-down. Che modello è?"

Oh, almeno nei sogni posso chiedere l'impossibile?



You're there, peacefully knitting and you're feeling supercool.


Oh, yes, you're not the average old-fashioned italian knitter that  Binds off scarves, seamed hats and shapeless sweaters with yarns with strange and disturbing composition.

No, you're the knitter 2.0.

Choice of language isn't random, it's a lot cooler and modern than our native terms
- maglista, is usually used also for those who make industrial knitwear
- lavoratrice a maglia, means roughly someone who works to have something knitted. It makes so industrial revolution.
- sferruzzatrice, someone who plays with needles... it could degrade everything

No, you're one who knows special tecniques, uses  circular needles (possibly those advanced with supercool cables and swiveling head) and DPNs to knit top-down or in-the-round garments and actually reads and follow a pattern.
You use noble yarns, with awesome combinations such as wool, bfl and silk or even hand-dyed yarns. A yarns can be hand-dyed?!?
Obviously for the non-italian knitters we've discovered warm water but believe me, for us it's a HUGE revolution.
We were stuck in the WWII ways.

So you're there, knitting and being at peace with the world., satisfied from what you're doing, perhaps a lace shawl or a top-down sweater (that here in Italy it's considered more unusual and exotic than a kangaroo waiting for green at a pedestrina crossing) and feeling trendy and very cool when you're approched by a lady (not always, but very often, quite old) that asks you, with a voice usually used with mentally handicapped people,

First they all think you're crocheting, as you don't have meter long needles under the arms, than, clarified this little aspect the go on with
- oh, what are you doing a nice littel scarf? I used to do them, too but I found it boring (not hard to believe, I would have quit years before if I were you... and thanks for quitting, by the way) Sometimes you get also
- I could have done wonderful things if only i wouldn't have thought it boring and horrible (ok, thanks, why are you telling me? I really couldn't care less)
or
-What are you knitting for the child? (why are you assuming I'm doing someting for him, all the more because you don't know if I even have a child? There's nothing less satisfactory than knitting for a child, expecially boys. They are always complaining that it's too warm, are often smudgy and wear out of their garments faster than superman)

E so you're rosy bubble pops and youremember that you're still in ItalyE torni bruscamente alla realtà rendendoti conto che sei in Italia.

I usually restrain myself, sometimes a acid remark slips the guard.
Most of the time you thank the world  for the person who invented hearphones. With smartphone they're a combination that allows you to simply pretend not to hear anything around.

And with music in the ears and the undertone of the blathering of the person next to you you begin to hallucinate and dream of someone who approaches you saying "oh, what nice top-down sweaters, Which pattern is it?"

Oh well, am I not allowed to at least dream,the impossible?

25 mag 2015

Finalmente sbarca in italiano un bastimento carico di ....


Finalmente Isabell è riuscita a prendere fiato dopo il periodo frenetico che ha preceduto e seguito la sua presenza alla convention "Berlinknits" ed è riuscita a mettere online le versioni in italiano di


Aibrean, di cui abbiamo già parlato.

Io adoro qeusto maglione, è come sempr eun maglione dalla costruzione molto semplice ma con quel particolare in più dato dal punto lavorato (il punto scaglia di drago come lo chiama Massimo).
Non ha sagomatura sui fianchi ed è di lunghezza contenuta... non dovrebbe essere un progetto molto lungo.

Ci sto lavorando proprio in questo momento anche se non sono super ansiosa di vederlo finito... il clima è veramente un pò troppo caldo per un mix merino/cashmere .
Quando arriverà il freddo, però, io sarò pronta!|

Può essere comprato nel suo negozio Ravelry


Poi c'è il rigato Hanami,

Una tester consigliava di provare su un rpogramma come Excel o Photoshop le varie sequenza di righe e io trovo che sia un'idea niente male..

Io personalmente non ho ancora trovato LA MIA sequenza.

Devo ammettere che trovo qeusto maglione quasi "inquietante"

La mia amica sferruzzatrice  Alice, con la quale abbiamo un KAL perpetuo dei modelli di Isabell, sta cercando di convincermi a iniziare l'Hanami ma io tentenno perchè in realtà non ho il coraggio di mettermi a tavolino e pianificare i colori.
POi... sto facendo l'Aibrean e vorremmo iniziare ...a hint of summer. E io vorrei anche fare ...the Berlinknits sweater... e poi...
Ok, ci dovremo mettere a tavolino a pianificare il piano di battaglia _) appena torna dalle vacanze.

Mi auguro che non abbiate i problemi che ho io con queste sequenze di riche perchè il maglione è veramente carino e lo potete trovare qui

E per ultimo, ma solo per ragioni cronologiche,. c'è ...the Berliknits sweater




Anche qeusto è un maglione adatto a tutti i giorni, pubblicato in occasione della convention Berlinknits.

Mi piace davvero tanto e sto scervellandomi a trovare la giusta combinazione di filati per farlo. Credo che sarebbe carino anche con le righe in fondo tute leddol stesso colore o con una lana variegata. .

Come sempre con i pattern di Isabell, si possono personalizzare in talmente tanti modi che si può lavorare lo stesso maglione più volte ed avere sempre un prodotto differente. E' fortissimo.

...the Berlinknits sweater si può comprare  qui






E ora, anche se non parlate l'inglese, non avete più scuse, su i ferri e via!

and finally we have in italian ...


Finally, Isabel had the time to  breath after the hectic time she had due to her Berlinknits workshop and could edit and publish the italian translation of 



Aibrean, we already spoke about it.

I actually love this sweater, it is as usual, very simple in its construction but with the twist given from the unusual stitch (the dragonscale-stitch as Massimo calls it).

No waist shaping, not so long... it will not be a long project.

I'm working at it right now even if I'm not super eager of finishing it... now it's really too warm for a merino/cashmere blend. 
But when the cold weather comes, I'll be ready

You can buy it in her Ravelry store


Second there's Hanami, the stripey one  

As one testknitter suggests, it can be a good idea to use a program such as excel or photoshop  to try the various stripe sequence.

I haven't figured out MY striping sequence yet.

So I have to admit that I find this sweater really nice but "frightening".

My fellow knitter Alice and I have a perpetual Isabell-KAL going on. I'm finishing the Aibrean and then we have to start ...a hint of summer. But in the meantime there was this idea of Hanami... and the Berlinknits sweater... and.. Ok, we have to do a serious knitting plan :-) as soon as she returns from holiday.

Hope you don't have my issues with striping, you can find Hanami here

And last, but not least, merely because it's the latest released, there's ...the Berliknits sweater




This, too, is a very wearable and cute sweater released for the Berlinknits convention.

I really love this one and am frantically thinking about the ideal yarn to knit it. I think that it would be very cute even with the lower stripes only in one colour or in a variegated yarn.

As always with Isabell's pattern, you can customize the patterns in a lot of ways, you can knit the same sweater simply changing one detail and you'll have a completely different sweater.

I love it.

...the Berlinknits sweater can be bought here




And now, fellow italian non-foreign-languages-speaking knitter, you have no excuses!

14 mag 2015

Ancora righe... Hanami




E questo è (quasi) l'ultimo maglione di Isabell uscito ora.                                                        



Dico quasi perchè all'insaputa di noi comuni mortali, è stato fatto il test di un altro maglione che verrà pubblicato in occasione della convention "Berlin... knits". QUindi sì, al momento è il più nuovo, ma presto non lo sarà più.


Mannaggia, lana, workshops, tedesco e io non vado. Vabbè, meglio non pensarci. L'anno prossimo vado. Giurin giurello.

Cmq Hanami, che è rimasto senza nome talmente tanto tempo che alcune ancora lo chiamano NONAME (senza nome) è un maglioncino in Holst, dalle linee come sempre semplicissime, in cui la particolarità è data dalla sequenza di righe (anche  da quel particolare sulla manica a colore di contrasto.
Il modello include istruzioni per lavorarlo con una sagomatura in vita o una forma ad A.
 A me piace moltissimo, unico lato negativo: bisognerebbe fare un acquisto di miniskein dalla Holst, oppure avere davvero tanti rimasugli.




In più la sequenza delle righe mi confonde talmente che non riesco a fare mente locale su COME fare questo maglione.


Penso che virerò su lidi più tranquilli come il Berlin Knits che al momento mi genera meno ansia :-D

Certo un maglione in tondo tutto a maglia legaccio vuol dire rovescio rovescio rovescio... però se il risultato è quello, val la pena soffrire.

Ah, entrambi i pattern saranno presto disponibili (a pagamento) anche in italiano.

Feeling stripey? ... Hanami!


And this is the last (for now) sweater of Isabell                                                      



I'm writing "for now" because, unknown to us, a new sweater was being tested and will be available from the days of "Berlin... knits".  So, yes, at the moment Hanami is the most recently released sweaters but it won't last long. 


Ouch, wool, workshops, german and I'm not going.. well, next year, cross my heart.

So... Hanami, that remained without name for so long that someone still calls it the NONAME sweater, It is a nice sweater in Holst with a fluid (as always) shape adn really interesting contrast stripes. 
The pattern features instructions to knit it with wasit shaping or a-ashaping. 

I like it a lot, BUT  it calls for a mammouth miniskein-purchase  AND I have great difficulties figuring out an interesting stripe sequence... I'm really really confused. 



I have no idea how it would turn out.
I think that I will sail toward more calm shores and give a try to the Berlin Knits who has a much lower anxiety level. 

Even considering it is a top-down sweater in garter stich (And it means purl purl purl) It is still too interesting :-)

Ah, and both patterns will soon be available in Italian!

4 mag 2015

Aibrean

Here's the second sweater of my Isabell's sweater resumè.                                                             




means in gaelic April (but on google translator the audio sounds more like Abraham... Ok, April is better :-D).

It's a sweater in DK, a yarn weight that I found, along sport, difficult to classify but it's perfect for slightly sporty sweater without being too bulky. It's a good in-between that knits well, fast and it's not so fatiguing on the hands.

The shape and idea of Aibrean is, as always, essential. In this sweater I see very little room for mods because fornt and back are already textured with a very particular stitch... even if, speaking about it... there could be a pair of things... mmmh, ok, well, let's drop weird ideas for now.



As I was saying... raglan sleeves, wide neck and average length. A sweater to be weared till consumption, ideal even for kids.



Massimo observing my wip Aibrean said "Mum, it looks like dragonscales, do you knit me one?" (Well, actually I asked WHEN I knitted him one -_-), probably being a military green (a gorgeous merino/cashmere mix of the scottish manufacturer Knigcraig) with emerald green flecks helped, but actually the texture resembles the scales of a Dragon. 


As usually are Isabell's pattern, also Aibrean is easy to follow with this little twist to avoid boredom.

The target wool is, rustic and hand-dyed, that of  Sylvie from etsy shop Polo&co.

I didn't buy it because... ehm... money is what it is and I had stuff to use at home... but her shop is one of my favourite and sometimes I'll surely buy from her. How can one resist rustic yarn-hand-dyed and with prices that are in-line with other vendors? The only cons is that she ships via ordinary mail from France, with the always present risk of loosing the purchase in the hands of greedy (and stupid... what will you do with wool?) postmans. Ok, but sometime I'll get over the dread!

Il maglione di Aibrean

Ecco il secondo pattern di Isabell del resumè di cui avevo parlato.                                                 


Aibrean vuol dire in gaelico Aprile (ad ascoltarlo su google translator sembra più Abramo... ma è meglio Aprile :-D).


E' un maglione in DK, un peso che insieme allo sport io trovo sempre tanto difficile da classificare ma che è perfetto per maglioni un pò sportivi ma non tanto da essere "grossi". E' una buona via di mezzo che si lavora con piacere, è un filato abbastanza "veloce" e da una bella resa.


La linea è come sempre essenziale. In questo vedo poco margine per le personalizzazioni, poichè il davanti ed il dietro sono lavorati con un punto particolare che già di per sè "la fa da padrone"... aggiungere personalizzazioni vorrebbe dire, secondo me, appesantire il tutto... anche se, ora che ci penso un'ideuzza... vabbè, per il momento lasciamo perdere ed andiamo avanti.

Come dicevo, maniche raglan, scollo tondo ampio e lunghezza contenuta. Un maglione che puoi indossare all'infinito e che, secondo me è adatto anche ai bambini.

Massimo osservando il mio maglione ha detto "Mamma, sembrano le scaglie di un drago, me ne fai uno anche a me? (ok, in realtà ha detto QUANDO me lo fai?)". Ecco,,, probabilmente il fatto che il filato che sto usando (uno stupendo misto lana merino/cashmere della fabbrica scozzese Kingcraig) sia un verde militare con macchie verde smeraldo (un tweed!!! Io amo i tweed) ha aiutato, ma in effetti la texture è molto particolare e può ricordare le scaglie.


Come sempre, il pattern è veloce da leggere e si lavora bene.


La lana originariamente era quella, rustica e tinta a mano, di Sylvie del negozo etsy Polo&co.

Non l'ho comprata solo perchè... ehm... i soldi sono quelli che sono ed ho roba da smaltire a casa... però il suo negozio è tra i miei favoriti e prima o poi qualcosa lo prenderò sicuramente. D'altronde, lana rustica-tinta a mano- prezzi tutto sommato  nella norma per un filato del genere... unico nato negativo, spedisce dalla Francia con posta ordinaria... il rischio che scompaia la roba è sempre presente. vabbè, prima o poi mi arrischio!

30 apr 2015

Anchors away!

Isabell Kraemer is, without any doubt, my favourite designer.                                                         

I love her patterns and how they're written. She herself is a wonderful person. 

aaaand very prolific... even a bit too much considering the time I need to finish a sweater. 


She amdits that knitting a XS sit's easiert o be fast and actually she's right... but I've seen testknitter that knitted an XXL in three weeks... with Holst... they have to spend a lot in needles because I'm fairly sure that they MUST catch fire, there's no other possible explanation.


Her patterns sport essential lines and a irresistible every-day wearability. They are prone to be reinvented in a myriad of ways, so much so that she herself can't keep "in-line" and always adds some personal touches to hers. 

Anyway as I can't keep up with her productivity, il do a little resumè of her latest released pattern and that will soon be available in italian. 

I'll do separate posts for every sweater to publish soon.

So, let's begin with an exception.


This pattern, "Anchors away" is one of the few sweaters specifically written by Isabell for kids.

It isn't a self-published pattern and the american yarn manufacturer has very few vendors here in Europe. My hate toward charges is well known, as my crusade to not ever buy something that can arrive at home with its price decuplicated. As a skein of this yarn costs already an awful lot, I'll pass. Thank you.

The manufacturer didn't deem interesting to publish the italian translation, that I've done, parhaps because the italian amrket is not so interesting for them... or perhaps because they didn't trust my translation :-D

Who knows? Anyway, if someone is interested in purchasing the pattern WITH the italian translation, they can, when buying the pattern, write to 

Swans Island and ask for it. If for some particular reason should they have missed it, I'll have no problems forwarding it again to them. 

I had the honor to take part of the test for this one... but please, next time, someone can tell th germans not to make tests of worsted-weight sweaters in the summer? ;-)
I knitted in swimming suit this heavy yarn while I was in Sicily... couldn't make any photo with the sweater on the wearer till the temperature dropped. Massimo didn't say me bad words only because a. he's too well educated (thanks God) and b. I didn't even think about asking him to wear it with 30°C. 

So, when all is said and done, I can testify that this sweater is delicious. Thanks to the "important" weight of the yarn, it's a quick knit, the ease is optimal and it fits boys and girls. 



The front is worked in stockinette stitch and is slightly  narrowing at the bottom to form a V. the back is worked in garter stitch (yep, even it it is a top-down sweater you'll have to do a lot of purl) with a slightly short-row-shaped bottom.


I've knitted it in a Drops yarn, the more basic of its range, with a wonderful (I found it often in their yarns) yellowish-green. The Drops Alaska is a simple 100% wool yarn that knits well and has a good stitch definition. The results is very satisfying, all the more if you think about how much you've paid that yarn. I've worked with more expensive yarns from Drops, like Ekimo and Delight, and didn't like how thei tended to loose shape when washed and blocked. This one didn't. 


Only one con: it pills like mad...


I resorted to "shave" it carefully with that razor-machines expecially per pilling. It is a sweater meant to bevery much used so...no problem. It resisted a veryintense winter. 

Massimo was so satisfied by this sweater that I kept wearing it even when the temperatures had risen to a critical melting level 

As for the ravelry-world, this sweater had so much success that an adult version,Daelyn, was released short after the kids' version. The Daelyn, like its little counterpart, it perfectly unisex. 

a sweater to be remebered.

Anchors away, il maglione definitivo

Isabell Kraemer è senza dubbio la mia designer preferita.                                                               


Mi piacciono i modelli e come sono scritti. Lei è una persona deliziosa.

E molto prolifica. Pure troppo visti i tempi di realizzazione dei miei modelli.


Lei ammette che essendo una XS è facile, ed in effetti... ma c'è gente che con una XXL fa un maglione in tre settimane... con la Holst... pagheranno un fottio di ferri da maglia, ne sono convinta perchè ad ogni maglione gli DEVONO prendere fuoco, non c'è nessun'altra spiegazione.


I suoi modelli sono dalle linee essenziali, adatti per essere indossati tutti i giorni, e si prestano a mille personalizzazioni, talmente tanto che lei per prima non riesce a fare a meno di "scantonare" e personalizzare i suoi modelli.

Cmq visto che non riesco a star dietro alla sua produttività faccio una breve carrellata di quei modelli che ha pubblicato e che sono o saranno a breve disponibili in italiano.

Ne faò dei post a parte che pubblicherò a breve distanza.

Inizio con un'eccezione.


Questo modello "Anchors away" è uno dei pochi maglioni ideati da Isabell specificatamente per i bambini.

Non è un modello autoprodotto e la casa che produce il filato, americana, ha pochissimi rivenditori in Europa. E' ben nota la mia antipatia verso la dogana e il mio voto di NON comprare lana da posti per cui mi ritroverei il costo moltiplicato. Visto che una matassa di questa lana costa già di suo uno sfondo, io passo. Grazie.

In ogni caso, la casa produttrice del filato non ha ritenuto interessante inserire la traduzione fatta di questo pattern, che però io ho fatto, forse perchè non riteneva il mercato italiano un mercato nel quale sfondare. Oppure non si fidavano della mia traduzione :-D.
In ogni caso se qualcuno fosse interessato ad avere il pattern in italiano può, all'atto di acquisto (o prima) scrivere alla Swans Island e chiederla. Se per qualche motivo particolare non l'avessero, io gliela rimando senza problemi.


Di questo modello ho avuto l'onore di fare il test... qualcuno però dica ai tedeschi che non si fanno i test di maglioni pensati per lane worsted in estate! Io che lavoravo questa lanona giù in Sicilia... non ho potuto fare foto del capo indossato fino a che le temperature non sono scese. Massimo non mi ha fatto il gesto dell'ombrello solo perchè a. lui è troppo beneducato (e meno male) b. io non ho neanche pensato di proporglielo.

Detto ciò questo modello è una delizia. Grazie al filato di una grandezza più "importante" si lavora velocemente.,, la vestibilità è ottima ed è adatto sia ai maschi che alle femmine.



Il davanti è lavorato in maglia rasata e va a stringere a V verso il basso. il dietro è in maglia legaccio (ebbene sì, è un top-down in tondo ma vi tocca lavorare un sacco di rovescio) leggermente sagomato con i ferri accorciati in fondo.


Io l'ho fatto in una lana Drops, la più basic possibile ma dal colore stupendo (che ho ritrovato in altri filati) verde con toni giallognoli. La drops Alaska è una lana semplice, ritorta e che si lavora molto bene. Il risultato è ottimo, soprattutto se si pensa che è una delle lane più economiche della gamma. Ho lavorato lane più "costosette" come la Eskimo e la Delight e non mi ha soddisfatto come questa.


Unico lato negativo: fa una marea di pallini... 


Ho risolto con una rasata periodica,, d'altronde è un maglione nato per essere usato e per fortuna così è stato.

Massimo ne è stato così soddisfatto che continuava a volerlo indossare anche quando le temperature si sono alzate talmente tanto da non rendere possibili mettere il maglione senza rischiare la rosolia.

Il maglione ha avuto talmente tanto successo da esser pubblicato anche in versione adulta, il Daelyn, anche qui totalmente unisex.

Un maglione decisamente da tenere presente

9 feb 2015

Mailin



E' un nome... bella forza, direte voi, ora che ci hai regalato questa perla di saggezza?


Beh, oggettivamente l'informazione così, lasciata da sola ha poco senso, per una sferruzzatrice invece acquista tuuuuuutto un altro senso.

Infatti Mailin è anche il nome dell'ultimo pattern della Kraemer (ma va? Che si capisce che mi piacciono i suoi modelli?). Un maglioncino corto con un semplice motivo a treccia sul davanti. 

Il pattern è disponibile, a pagamento, anche in italiano.

E' una doppia buona notizia per chi lavora solo in italiano, una buona notizia comunque anche per chi lavora leggendo in inglese.
Non il fatto che sia in italiano, ovvio, ma il fatto che, al contrario di moltissimi designer europei, come il tanto amato Stephen West, lei abbia deciso di non chiudere il negozio a causa della nuova normativa europea sulla vendita di prodotti digitali. 
Da quello che diceva comporterà un pò di lavoro in più per lei e per il suo commercialista, ma in questo modo potrà continuare a vendere senza dover passare da Loveknitting (che pare abbia dei problemi) o costringere la gente a cercare un negozio fisico dove comprare il pattern. 

Sarà sicuramente a causa di qualche filtro, ma se avete la (s)fortuna di vivere da Roma in giù (non mi pronuncio sulla Toscana perchè non ho feedback diretti, però) non sarete in grado di comprare i pattern di molti designer.

Il Mailin, cmq, unisce come al solito una semplicità di forme con una linea moderna quel tanto da permettergli di non essere etichettato come squallido. Nel contempo è un maglione molto indossabile ed anche veloce da fare grazie alla lunghezza contenuta.

Finito! Ed è già amore....
Il pattern è pensato per una lana tendenzialmente rustica (ma ovviamente ognuno lo lavora come meglio crede), una Shetland, di spessore aran. Insomma un maglione bello sportivo. 

Io lo sto lavorando con una lana rustica presa in val Sarentino, Alto Adige. Una lana che da.lavorare è un supplizio visto che è ruvida in modo imbarazzante. L'esperienza però mi insegna che una volta lavata,, forse semplicemente perchè viene venduta non lavata, oppure proprio per sua natura, si ammorbidisce considerevolmente. L'avevo già lavorata ed avevo attribuito il pizzicore al fatto che stavo lavorando una lana rustica e pesante in Sicilia ad agosto... ecco, no... è proprio lei.


Cmq al momento l'effetto mi piace. Ho provato ad usare una tecnica letta su facebook, lavorare prima entrambe le maniche in modo da infilarle poi dentro al lavoro, e solo dopo procedere con il corpo.  

Su ravelry ho sentito commenti contrastanti, io non l'ho trovato un metodo che mi ha cambiato la vita, a parte il sollievo, una volta finito il corpo, di sapere che era finito anche il maglione. 

Ah, so già che non farò l'i-cord nè sulle maniche nè sul bordo inferiore... con il Jeny's surprisingly stretchy bind-off ottengo un bordo contenuto ed elastico che non otterrò MAI con l'i-cord. Io ed i bordi i-cord abbiamo una lunga storia di incomprensione.

2 feb 2015

Il Natale lanoso e progetti 2015


Ok... in pieno carnevale, con frappe, castagnole e frittole che vengono a disturbare il mio sonno, io di cosa parlo? Del Natale passato... vabbè,

Lampantemente sto perdendo al mia battaglia con le castagnole.


Assecondatemi.

Com'è andato il Natale?


A me alla grande. Per la prima volta ho ricevuto un a montagna di lana in regalo.

Eccola qui, in tutto il suo invernale splendore. Già casa mia non è luminosissima poi le impalcature tutto intorno e i giorni oggettivamente uggiosi non hanno aiutato a far sì che venisse fuori una foto decorosa.

Cmq grazie alla sana e mai dimenticata tradizione di compilare la lista dei desideri in famiglia compiliamo tutti una lista dei desiderata. Visto che siamo nell'era tecnologica, tale lista è corredata di link... comoda che più comoda non si può.


La mia lista ovviamente era tutta lanosa e visto che avevo messo indicazioni a prova di utente scimmia quest'anno ecco che sono arrivata tante piccole meraviglie.






Marito, che una manica della lana ci vive e ha una certa dimestichezza con gli acquisti online -_-'' e con il mezzo informatico in generale, ha contattato Valentina Consalvi, Snailyarn, e un pò seguendo i miei consigli, un pò consigliato da lei che mi conosce, ha preso due filati meravigliosi. Un DK nei toni del blu e del verde con cui mi ci uscirà giusto giusto un Kynance Cove. La riga in contrasto è stata una scusa becera per vedere Valentina e smanazzare altra lana. Alla fine sono uscita con una matassa di un caldo arancione ... e altre due (ma di quelle parlerò un'altra volta)



Poichè non ho ben capito cosa era successo, cmq il filato blu non ne aveva tre, è stata tanto gentile da ritingerlo apposta. che dire... il prossimo progetto appena finisco Mailin, indovinate un pò cosa sarà?

E già, proprio un Kynance Cove. Non vedo l'ora.

Ho amato il pattern, la sua vestibilità e.... questa lana è semplicemente fantastica.

Poi, visto che le sue conoscenze informatiche si riassumono in "non si vede niente, controlla l'antenna" ;-) ma ha cmq più spirito d'iniziativa rispetto ad altri, cognata ha deciso di applicare il vecchio, collaudato e sempre attuale metodo dello "scaricabarile" e dire al fratello "ci pensi tu?"


E così ecco altre due meraviglie di Valentina. Queste sono due matasse fingering variegate in colore "foliage" moooolto autunnale :-). 


Ok, i suoi variegati sono molto interessanti, ma cmq è un tipo di filato un pò particolare... detto tra noi mi rode da morire pensare di utilizzare quella bella lana per fare dei calzini! 

Quindi la userò come inserto colorato nel Moore, accanto ad una lana d'Abruzzo presa a Abilmente. La lana è crema, forse un pò più grossetta ma... chissene frega.

Come Zen knitter io seguo il flusso! :-) diversi spessori sono anche interessanti.



Poi dulcis in fundo, ultima solo perchè me l'ha caricata per ultima ed io odio spostare le foto nei post, ecco la stupenda donegal tweed in un verde brillante regalatami da mia sorella.


Causa di ansia infinita da parte sua visto che doveva arrivare dall'Irlanda ed è arrivata proprio la vigilia quando non erano a casa. 
Ergo, niente regalo sotto l'albero. 

In compenso mi ha messo una decorazione pecorosa fatta da lei che ora sta giù con gli addobbi natalizi ma che, fidatevi sulla parola, è deliziosa. 

lemongrass
Finalmente, contrariamente a tutte le previsioni nefaste di quella menagrama di mia sorella, è arrivata in tutto il suo splendore. Ben 12 gomitoli! 

Sto già pensando a cosa farci. Sono in dubbio su un Purple Storm o un Lemongrass di Joji Locatelli . 

E' un evento storico visto che dopo una fila infinita di maglioni di Isabell, concupisco un modello di un'altra. 

Purple Storm
Però quei due maglioni mi piacciono moltissimo, soprattutto il Lemongrass. In effetti di Joji Locatelli non ho mai lavorato nulla ma mi piace molto come stile quindi, chissà. potrebbe essere il mio nuovo trip :-)

Il lemongrass ha una linea confortevole e divertente, con i bordi arrotondati, abbottonato sui lati e con un motivo a trecce. Ho qualche dubbio che renda con un tweed, però.
Il Purple Storm batte su un nervo scoperto: vorrei farmi una giacca in stile militare, questa ha qualche elemento come le spalline e la doppia fila di bottoni, che mi fa pensare a qualcosa di militaresco. 
Voi cosa consigliate?